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Camere

Le camere molto ampie dispongono di scrivania. Visualizza le foto!

Appartamento vacanze

L'appartamento con ingresso indipendente dispone di giardino con barbecue. Visualizza le foto!

Dove siamo

Villa Norma si trova nella splendida citta' affrescata di Feltre, in posizione strategica fra Venezia e le Dolomiti. Tutto e' a portata di mano!


FLORA E FAUNA

Consenso crescente riscuote il turismo ecologico grazie all'ampia gamma di ecosistemi del territorio. Il comprensorio montano, che fa della provincia di Belluno la piu' ampia e la meno popolata del Veneto, offre un panorama composito: da aspre ed imponenti montagne, a valli strette con i fianchi altissimi (canali), a cristallini specchi d'acqua, da boschi di carpino nero, orniello e nocciolo con sottobosco di ciclamini, narcisi, orchidee, gigli rossi e giaggioli susinari a sud, a boschi di faggio ed abete bianco misti a tasso, acero, tiglio, tremolo e sorbo nella zona submontana, a boschi di abete rosso, larice, pino silvestre e sorbo nella zona montana, da mughetti e scarpette di Venere, a pino mugo, sassifraga, rododendri e stelle alpine, da pascoli a rocce. Istituito nel 1.993 per tutelare il versante settentrionale della Valbelluna, il Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi , Patrimonio UNESCO dal 2009, (info 0439/3328), sulla destra del Piave, copre una superficie di 32.000 ettari e tocca l'altezza di 2.565 m slm. Il parco offre rifugio a camosci, caprioli, daini, volpi, ermellini, martore, donnole, puzzole, tassi, lepri, scoiattoli, aquile, gufi, gallo cedrone, pernice, corvi, picchi muraioli, sordoni, fringuelli alpini, merli dal collare e picchi neri. La principale area di accesso da Feltre e' la val Canzoi.

Piacevole inoltre la visita alla ricca e varia avifauna (caprioli, daini, cervi, civette, aquile) della Riserva naturale Statale del Vincheto (info 0439/89520), riconosciuta zona umida di valore internazionale, stesa sulle ghiaie e sul limo lasciati dal Piave nei pressi del suo corso.


DUE RUOTE

Più che una moda, il turismo su due ruote è favorito anche dalla valida rete di percorsi ciclabili disponibili. E' operativo il servizio treno+bici o bus (info 041/716039).


LA CITTA' MURATA DI FELTRE

Teatro de la Sena

Fra le valli del Piave e del Brenta, arroccata sul Colle delle Capre, sorge la piccola e graziosa citta' d'arte di Feltre (325 m slm). Di origine retica, nel 1.404 accettò di diventare leale fornitrice di ferro, rame, argento e legname a Venezia, ruolo che le costo' le distruzioni del 1509 e del 1510 ad opera della anti-veneziana lega di Cambrai capeggiata da Massimiliano I. Ne usci' pero' ricompensata dalla Serenissima con quella decisa ed elegante politica di ricostruzione cinque-seicentesca che le valse il nome di "urbs picta". Asse della cittadella storica e' via Mezzaterra, alla quale si accede attraverso la tardoquattrocentesca porta Imperiale. La lunga sequenza di case a loggia con tetti molto appuntiti e nobili palazzi e' impreziosita da affreschi e graffiti di soggetto mitologico o filosofico, alcuni dei quali ad opera del Morto da Feltre (Lorenzo Luzzo). Tra tutti spicca, al numero 19, palazzo Salce-Aldovini-Mezzanotte. Sull'altro lato della strada si trova la chiesa di S.Giacomo Maggiore, con rinascimentale portale in marmo, dove e' conservata una custodia di S.Teodora intagliata da Andrea Brustolon. Nella parallela Via Paradiso, il Palazzo Cumano ospita la Galleria d'Arte Moderna Carlo Rizzarda, che documenta la tradizione locale della lavorazione del ferro battuto. Piu' ad ovest, il Museo Diocesano custodisce una croce post-bizantina in bosso, del 542 d.C., che raffigura 52 scene del Nuovo Testamento. Via Mezzaterra sbocca nello scenografico slargo a piu' livelli di Piazza Maggiore, probabilmente sorta nell'area del Foro Romano, che si presenta oggi nella sistemazione ottocentesca di Giuseppe Segusini. Nel Palazzo Pretorio s'innesta il Palazzo della Ragione o dei Rettori, oggi municipio (da non perdere la Sala degli Stemmi), costruito fra il 1548 ed il 1570, con portico attribuito al Palladio. Dal 1684 il salone al piano nobile accoglie il Teatro de la Sena, dove Carlo Goldoni fece rappresentare le sue prime commedie, sistemato nel 1.802 da Giovanni Antonio Selva. Al piano intermedio della piazza, il simbolo del leone di Venezia e' accompagnato dai due monumenti ottocenteschi in onore delle quattrocentesche glorie locali di Vittorino da Feltre (Vittorino de' Rambaldoni, educatore ed umanista) e Panfilo Castaldi (medico e tipografo). Dall'altro lato della piazza e' palazzo Guarnieri, neogotico rifacimento ad opera di Giuseppe Segusini. Concludono l'articolato spazio la grande fontana lombardesca (con enorme cisterna sotterranea) del 1488, rifatta nel 1520, e la sovrastante Chiesa di S.Rocco, terminata nel 1599. La rampa a destra porta al piu' volte ricostruito Castello di Alboino, eretto nel sito di una torre romana. Al pittore feltrino Lorenzo Luzzo è intitolato il proseguimento di Via Mezzaterra. Qui palazzo Banchieri e' decorato da un cinquecentesco graffito con figure di filosofi, mentre il Palazzo Villabruna è sede del Museo Civico che ospita nella sua quadreria opere di Gentile Bellini, Cima da Conegliano, Lorenzo Luzzo, Palma il Giovane e Pietro Marescalchi. Rilevanti anche il patrimonio di arredi d'epoca e cimeli storici. La via prosegue, fuori della cittadella, fino al Borgo Ruga, dove la quattrocentesca chiesa di Ognissanti, vanta una Madonna giovanile del Tintoretto e, in sagrestia, l'affresco della "Trasfigurazione", capolavoro di Lorenzo Luzzo con un'inconsueta immagine di Cristo bianco su bianco. La Cattedrale, ricostruita in stile rinascimentale fra il 1.514 ed il 1.585, reca all'interno opere di Pietro Marescalchi tra cui, al primo altare destro, "l'Adorazione dei Pastori" e, nel presbiterio, il monumento funebre di Andrea Bellati di Tullio Lombardo. Il sagrato della chiesa e' rilevante per il suo valore di area archeologica: sono emersi edifici civili e religiosi di età romana e paleocristiana. Sul retro della Cattedrale, presso l'abside gotica, si affaccia il seicentesco portico della chiesa della Beata Vergine del Rosario, ora battistero, edificata nel XVI secolo.

Per il resto l'architettura tradizionale si basa principalmente sull'utilizzo di due materiali: il legno e la pietra. Nel feltrino il legno viene utilizzato soprattutto per i fienili, i sottotetti ed i lunghi ballatoi, rivolti a sud per sfruttare al massimo l'insolazione. L'interno degli edifici e' solitamente diviso da una loggia passante, trasversale al fronte della casa, che disimpegna quattro vani ai lati. Tale disposizione si ripete al piano superiore, dove si trovano generalmente le camere.

Imperdibile il Santuario Basilica dei SS. Vittore e Corona che poggia su un contrafforte del Monte Miesna, da dove si puo' godere un magnifico panorama di Feltre con la cornice delle vette feltrine sullo sfondo. Consacrato nel 1.101, il tempio mantiene forme romanico-bizantine e custodisce nell'interno, di stile paleocristiano orientale, estesi affreschi dei secoli XI-XIV, alcuni dei quali di influenza giottesca. Al centro del presbiterio si trova l'arca dei santi titolari del XIV sec. ed in sagrestia il sarcofago del fondatore Giovanni da Vidor (1.096). Nell'attiguo convento (1.494) e' il chiostro affrescato nel XVII secolo.


GASTRONOMIA

Dal punto di vista gastronomico la molteplicita' di tradizioni si estrinseca in una cucina raffinata, ma non eccessivamente elaborata, fatta di piatti poveri, equilibrata nel gusto. Tradizionali le zuppe e le minestre di riso, patate, faglioli e orzo. Tipici i casonziei ed i canederli. Regina assoluta e' la polenta (mais sponcio) ad accompagnare gli insaccati (soppressa, luganeghe, figadei, salsicce, salami, pastin), gli osei (uccelli), gli scioss (lumache) o i formaggi (schiz, formai frit, tosela, formaggi di malga) ed i funghi (porcini, chiodini, finferli). I sapori della carne di cacciagione vengono esaltati da salse di mele e mirtilli. Di eccelso livello la produzione ortofrutticola: noce feltrina, castagne e marroni della valle di Seren, fagiolo di Lamon, zucche, patata di Cesiomaggiore, mela Prussiana e altre varieta' antiche locali di mela. Anche la pasticceria offre gusti indimenticabili: dalla torta di pane e uvetta, alle fritole, crostoi e castagnole di Carnevale, ai carfagn (sfoglie ripiene di marmellata e semi di papavero). Da provare il miele di tiglio e di acacia. Il tutto accompagnato da una buona ombra di vino. Di pregio la produzione di grappa, per lo piu' artigianale.


FOLCLORE

sbandieratori

Fra le manifestazioni folcloristiche, tramandata nei secoli e' l'usanza di brusar la vecia a metà Quaresima; dissacrante il Carnevale; suggestivo il Palio con la sfilata del corteo in costume, i tamburi, lo spettacolo degli sbandieratori e la disfida fra i quattro quartieri (Duomo, Castello, Santo Stefano e Port'Oria) in staffetta, tiro con l'arco, tiro alla fune e gara ippica che si tiene il primo fine settimana di agosto per commemorare la liberazione dai Visconti e la dedizione a Venezia con la solenne consegna delle chiavi della città a Bartolomeo Nani, ambasciatore della Serenissima; caratteristica la fiera dell'artigianato (fine giugno); divertente il festival di arti di strada (settembre), popolare l'Antica Fiera di San Matteo (novembre).


ARTIGIANATO

L'artigianato locale e' caratterizzato dalla lavorazione del legno, del rame, della pietra, del marmo e del ferro battuto. E' ancora possibile vedere all'opera i vecchi caregheta dediti all'impagliatura delle sedie, così come gli abili realizzatori di gabbie per uccellini, cesti e gerle in vimini intrecciati, pantofole in lana infeltrita, bambole con le fughe del mais.


DA NON PERDERE NEI DINTORNI

In località Serravella e' possibile visitare il Museo etnografico della Provincia di Belluno con costumi, oggetti tradizionali e arnesi da lavoro.

Cesiomaggiore ospita invece il Museo della Bicicletta.

Grazioso il centro di fondovalle di Lentiai che fu dal XVI secolo fra i piu' floridi della zona. A testimonianza dell'antica prosperita' dell'abitato, la rinascimentale chiesa di S.Maria Assunta, ampliata nel 1.568, con soffitto a cassettoni dipinto da Cesare Vecellio e tele di Pietro Liberi, Palma il Giovane, Francesco Frigimelica, Giovanni da Mel e, dietro l'altare, polittico a dieci scomparti dei Vecellio e bottega (autore della prima figura in basso è lo stesso Tiziano).

Adagiato sopra un colle sulla riva sinistra del Piave si trova Mel, con piazza Luciani racchiusa fra eleganti edifici. Notevole il palazzo delle Contesse (XVII sec.), il cui antico proprietario sposò in prime e seconde nozze due contesse, che ospita il Museo Civico Arecheologico con reperti provenienti da una necropoli del VIII-V sec. a.C. scoperta poco fuori dell'abitato.

Non distante si trova il Castello di Zumelle, prima presidio romano sulla via Claudia Augusta e successivamente ricca dimora medievale.



Villa Norma

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